Notte fonda.
Mi ero da poco addormentata.
Un pianto,
tutt’altro che sommesso,
mi sveglia.
Pigramente mi alzo.
Luce accesa.
Latte caldo.
Nel percorso verso la culla
una sconosciuta
mi guarda dallo specchio.
Ricambio lo sguardo.
Proseguo.
Esamino la tua bellezza
e mi chiedo
se ne sia valsa la pena,
ora che anche lui
è fuggito dai tuoi pianti,
dalle tue necessità.
E nel fuggire
ha portato via con sé
la mia grazia.
Bevi il tuo latte, ora.
Mamma è con te.
Ora.
Non ho la certezza
che domani
sarà ancora così.